Campagna permanente: “Organizziamoci contro la mala politica che aiuta le mafie”

Cittadini, reagiamo oppure moriamo di mafie e di crollo economico e politico.

Siamo nel mezzo di una spaventosa crisi economica, finanziaria, politica e istituzionale, ma non possiamo accettare in silenzio che i parlamentari costruiscano proposte di legge che aiutino le mafie.

Le mafie sono il gravissimo cancro che convive col disastro realizzato da decenni di inadeguata gestione politica del nostro Paese. Le indagini e le sentenze della magistratura hanno ampiamente dimostrato quante volte la politica, nelle scelte amministrative locali e in quelle legislative nazionali, abbia finito per favorire il loro violento e miliardario proliferare.

Mercoledì 21 maggio 2013 un senatore ha presentato un disegno di legge, poi giustificato come iniziativa a titolo personale e ritirato, per evitare di mettere in difficoltà la maggioranza. Tale disegno di legge introdurrebbe un reato attualmente non previsto dall’ordinamento, e tuttavia punito dai giudici, sulla base di una loro interpretazione estensiva di un altro reato, quello previsto dall’articolo 416 bis del codice penale (il concorso esterno in associazione mafiosa, vedi il sito de Linkiesta).

Basta leggere quanto riportano i siti di alcuni quotidiani online come Il Corriere della Sera, Il Fatto quotidiano, La repubblica, La stampa, Libero, per capire cosa prevede la proposta di legge del 21 maggio 2013.

Riporto quanto scrive il sito de Il Fatto quotidiano: “Attualmente il concorso esterno in associazione mafiosa è punito con il carcere fino a 12 anni. Ma sinora non si trattava di una norma ‘tipizzata’ nell’ordinamento. Lo diventerebbe con il progetto di legge da oggi all’esame della commissione Giustizia, che porta la firma anche del senatore del Pdl Guido Compagna. Nel testo, infatti, si prevede l’introduzione di due nuovi articoli nel codice penale: il ’379-ter’ e il 379-quater’. Il primo (“Favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso”) prevede che chiunque, fuori dei casi di partecipazione alle associazioni di cui all’articolo 416-bis, agevoli deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l’espansione di un’associazione di tipo mafioso, anche straniera, è punito con la reclusione da uno a 5 anni. Il secondo (“Assistenza agli associati”) stabilisce che chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dia rifugio o fornisca vitto, ospitalità, mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che partecipino a un’associazione di tipo mafioso, anche straniera, al fine di trarne profitto, è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. La pena è aumentata se l’assistenza è prestata continuativamente. L’articolo 418 del codice penale, che disciplina l’assistenza agli associati, verrebbe abrogato.

Se queste norme venissero introdotte nell’ordinamento le conseguenze sarebbero varie e tutte di una certa rilevanza visto che avrebbero un riflesso anche sui giudizi in corso grazie al principio del ”favor rei” (se la legge varia in modo favorevole all’imputato o condannato non in via definitiva essa è applicabile anche in via retroattiva, ndr): prima di tutto il concorso esterno verrebbe derubricato alla categoria ‘favoreggiamento’ e questo comporta di per sé una riduzione della pena che passerebbe infatti da un massimo di 12 anni a un massimo di 5 (cioè da 1 ai 5 anni). Il che significa che ci sarebbe uno stop alle intercettazioni visto che gli ascolti vengono consentiti in caso di reati per i quali sono previste condanne superiori ai 5 anni. Poi, per chi ‘supporta’ i componenti dell’associazione mafiosa, la pena fissata nel ddl va dai 3 mesi a 3 anni. E questo comporterà che non scatterà la custodia cautelare in carcere: il tetto perché scatti, infatti, è di 4 anni. In più, perché si possa condannare il ‘sostenitore’ o l“assistente esterno all’associazione mafiosa, si dovrà dimostrare che dalla sua azione si ricavi un profitto”. “

Noi cittadini non possiamo più restare a guardare.

Dobbiamo dire basta con questo modo di usare le istituzioni e di snaturare le leggi. Dobbiamo reagire a valanga, iniziare a creare gli anticorpi come cittadini indipendenti da partiti che non ci rappresentano, liberandoci dagli schieramenti. La politica deve sapere che le stiamo col fiato sul collo, che non facciamo più sconti a nessuno, e che anzi devono essere realizzate potenti iniziative, a tutti i livelli, volte a togliere la terra finanziaria ed economica da sotto i piedi delle mafie e di tutti coloro i quali le sostengono per convenienza, omertà o paura. I mafiosi che ci hanno tolto tutto, lasciati indisturbati da rappresentanti di istituzioni malate che fiaccano lo Stato, devono perdere tutto attraverso la potente reazione di cittadini organizzati e attivi.

Dalla nostra capacità di reagire duramente dipende la nostra sopravvivenza. Dalla reazione può derivare l’ultimo barlume di risollevamento anche economico, per le imprese, i lavoratori, i disoccupati, i giovani che vogliono futuro, tutti i cittadini che cercano speranza.

Internet è inflazionata di petizioni sulle questioni più varie, tuttavia Vi propongo di sottoscrivere e di diffondere questa posizione, senza finalità elettoralistiche o propagandistiche, per iniziare a distruggere la politica che usa le istituzioni per favorire le mafie.

Chi vuole aiutare le mafie è il primo a dire che le raccolte di firme non servono a niente, e così facendo induce i cittadini ad apatica e frustrante accettazione. Non blocchiamo le nostre possibilità, non autocensuriamoci. Tutto inizia dalla capacità di reagire. Dobbiamo far capire che non ce ne stiamo in silenzio, e che, pur avendo anche molto altro a cui pensare, siamo pronti ad una rabbia costruttiva non più frenabile. Dobbiamo organizzarci per difenderci: dalla politica incapace e distruttiva di risorse, e dalle mafie che ne beneficiano per ridurci come sudditi o schiavi che litigano tra loro.

Se intendi costruire una campagna permanente di cittadini indipendenti che vogliono liberarsi dalla mala politica ti chiedo di  inviare una email all’indirizzo coraggiocittadini@gmail.com, con un testo tipo : “Sono stanco di una politica che aiuta le mafie. Voglio sentirmi un cittadino libero che inizia ad unirsi ad altri cittadini indipendenti dagli schieramenti per distruggere la mala politica e le mafie”, allegando la firma e provando a diffondere l’iniziativa Campagna permanente “Organizziamoci contro la mala politica che aiuta le mafie”.

Il blog coraggiocittadini raccoglierà queste adesioni, aggiornandone il numero, impegnandosi a non utilizzare i nomi, ma rimanendo a disposizione per raccogliere o costruire proposte concrete e di difesa democratica e intransigente.

Uniamoci, liberiamo le nostre menti e le nostre vite per renderci più forti, oppure è la morte civile.

Marco Manente

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