PARTE SECONDA Capitolo 5) I rischi di un’Europa senza politica

128 Oltre i confini italiani.

Il tentativo di unire i cittadini con una proposta che affronti l’inefficienza determinata dagli attuali partiti considera la specifica realtà italiana, sebbene le motivazioni del superamento degli schieramenti possano estendere la propria valenza  anche oltre i confini di un Paese. In realtà il tentativo in questione richiede di tener conto di ulteriori elementi, superiori alla dimensione e alle entità concernenti un singolo Stato. Si tratta di fenomeni tanto potenti e condizionanti da stravolgere le società dell’intero Occidente. Per affrontare tali fenomeni servirebbero politiche che coinvolgessero unitariamente tutto l’Occidente. In realtà non solo quest’ultimo è diviso, ma la stessa fragile configurazione dell’Europa, anziché tradursi in dimensione protettiva, diventa fattore di alimentazione delle difficoltà. La seconda parte di questo tentativo sarà pertanto dedicata a  considerare ulteriori aspetti:

1) le difficoltà derivanti ai cittadini per effetto della mancanza di un’autentica unione politica europea;

2) il ruolo di una parte della finanza nel determinare l’instabilità delle economie degli Stati;

3) l’autodistruzione delle economie occidentali che rincorrono costi non coerenti con la tenuta delle proprie società;

4) la necessità di rinnovare e aggregare le democrazie occidentali attraverso l’unione dei cittadini, in un’ottica di ripensamento dei rapporti con le altre culture e civiltà.

Tutti i paesi occidentali si stanno domandando quali siano le magiche ricette, capaci di far uscire le economie e le società dal declino che esse drammaticamente sperimentano; tutti stanno invocando un’idea di crescita che non è per nulla certo si riesca a costruire. Ma, prima ancora di ragionare del come si possa ottenere una crescita, o di valutare quali crescite siano necessarie, bisogna vedere quali aspetti, da molto tempo, stanno caratterizzando l’intero l’Occidente.

Quindi, da cittadino che vuole informarsi per capire di più, cercherò di leggere, come meglio posso, alcuni aspetti della realtà economica e finanziaria. Li ho colti grazie ai lavori di studiosi ed opinionisti, molti dei quali autorevoli ed indipendenti, altri probabilmente più orientati, ma comunque meritevoli di essere letti qualora il significato delle loro analisi porti in una direzione che prescinde da schieramenti ed ideologie, esprimendo solo utile pensiero, a disposizione delle valutazioni dei cittadini.

Non ci saranno concetti o numeri ostici, anzi saranno piuttosto semplici, ma legati tra di loro per osservare alcuni aspetti economici, finanziari e politici che rendono squilibrate e fragili le attuali società occidentali. Ne risulterà che i cittadini, pur appartenendo a differenti strati sociali, si trovano in una comune condizione di debolezza, che consegue alla cattiva gestione delle loro risorse, alla riduzione delle opportunità di lavoro o di impresa, alla slealtà competitiva, all’attacco ai debiti pubblici, alla compromissione dei loro diritti. Tale mistura di negatività comporta l’aggressione del presente e la sottrazione del loro futuro. Si tratta di componenti che provengono da una grave assenza di regole che proteggano le libertà, l’esigenza di benessere, la configurazione delle democrazie. L’assenza di tali regole, se da un lato segnala la necessità di politiche di livello superiore a quelle di un singolo Stato, dall’altro evidenzia la necessità di visioni civili di ampio respiro, e di grandi unioni di cittadini che vadano oltre la ristrettezza degli schieramenti o delle convenienze interpretative. Per tale motivo anche in questa parte la riflessione non condurrà ad interpretare gli eventi globali secondo visioni politiche precostituite, ma ad osservarli il più possibile per quello che sono, tentando alcune proposte. Continua a leggere