Capitolo 6) I rischi di una finanza senza regole

135 Uno sguardo al visibile e all’“invisibile”

Il mondo da tempo sperimenta grandi e visibili difficoltà: disoccupazione, lavoro incerto, fortissima competizione produttiva e commerciale, conflittualità,  instabilità sociali e politiche di grandi aree, terrorismo, cambiamenti climatici, criticità ambientali o energetiche. A queste componenti si è aggiunta un’ulteriore potente presenza: quella di una  porzione dominante del sistema finanziario, che ormai pone in secondo piano l’originaria funzione di fornire i capitali per sostenere le economie. Anzi, sapendo utilizzare ogni criticità globale o locale come occasioni di profittabilità sganciata dall’economia, finisce per scaricare gli effetti del proprio strapotere sulle sane fondamenta economiche. Si tratta di un fenomeno che amplifica le difficoltà affrontate da molte economie del mondo, occidentali o meno.

La dimensione di potenti forze, non regolate da nessuno, influenza o stabilisce i destini economici e finanziari di miliardi di persone. Pochissimi soggetti dispongono di strumenti e meccanismi finanziari condizionanti. Il fatto che questi pochi soggetti non si possano vedere mentre agiscono, rende più complessa e grave la situazione, perché la non visibilità accentua la mancanza di consapevolezza della gravità, con la conseguenza che, passata l’intensità della minaccia, ci si dimentica della sua pericolosità. La seconda conseguenza è che tale  invisibilità viene utilizzata da una malata e finta politica, per scaricare sulle responsabilità dei “mercati” le proprie gravi incapacità e responsabilità. In tal modo i cittadini si trovano in una condizione di estrema debolezza, perché non ricevono protezione dalla politica. Continua a leggere