Capitolo 9) La rigenerazione: la condivisione di regole per le libertà ed il ben essere

186 Chi saprà rispondere ai problemi d’un Occidente grezzo?

I partiti non stanno capendo che la complessità dei problemi dell’attuale epoca non è più fatta per il loro storico e consueto operare. O forse lo capiscono e fanno finta di niente, per illudere ancora. In realtà non è più sostenibile l’idea di scomporre la società sulla base di una presunta appartenenza a schieramenti, i quali faticosamente si mettano d’accordo con altre posizioni particolari all’interno di un programma di promesse gestite da ristrette e non trasparenti cerchie di rappresentanti. E’ una visione obsoleta e grossolana, che si aggancia a visioni partorite da lontane epoche storiche, che si è complicata attraverso gli enormi conflitti del novecento, e che è stata riproposta in forme nuove o mascherate dopo le complessità sorte nel ventunesimo secolo. Si tratta di una visione che perpetua un grande limite: le posizioni che trovano origine in schieramenti conflittuali tendono al loro perdurare sotto forma di una rappresentanza che muta ma non fa evolvere la società, per l’incapacità o la non volontà di vedere il mondo nel suo complesso. Sono posizioni che si preoccupano di giustificare la propria sopravvivenza, ma non riescono ad affrontare le difficoltà di un Occidente povero di regole protettive delle libertà.

Per tentare di unire si potrebbe partire dalle differenze economiche e sociali, per verificare se dietro ad esse vi siano interessi comuni, e se attraverso questi ultimi si possa cercare avvicinamento, comprensione, condivisione o collaborazione di vari ambiti, elementi sulla base dei quali si possa rendere unita e più forte la società, vero obiettivo insieme alla diffusione di benessere.

Non hanno più senso gli schieramenti e le loro campagne elettorali fatte di promesse a una somma di singole parti. Non c’è da promettere più nulla, c’è solo da consentire alle menti di liberarsi perché possano collaborare nella costruzione di unione e stabilità.

Le risposte alle difficoltà sperimentate dai cittadini non possono essere fornite da posizioni di sinistra, di destra, o di centro, perché i problemi hanno mostrato di essere drammatici, indifferenti e superiori agli schieramenti. Il punto essenziale non è cosa potrebbe esserci al posto degli schieramenti, ma quanto pensiamo che società complesse, divise dagli schieramenti, rese squilibrate e condizionate da poteri senza regole, possano ancora durare senza che diano origine a qualcosa di disastroso per gli esseri umani. In questa fase dell’esperienza umana è l’esistenza stessa di un inutile scontro tra schieramenti a generare complessità e ad impedire la creazione di percorsi di soluzione o di evoluzione. Continua a leggere